Arrivo in cantiere e, dopo i consueti saluti, mi ritrovo davanti tavole di legno poggiate (in maniera inclinata) su scanni, in corrispondenza di una rampa di scale.
Prima reazione: arrabbiatura con conseguente sospensione delle lavorazioni in essere.
Richiamo l'attenzione di tutti e chiedo all'operaio, trovato vicino alle tavole, secondo lui cosa fosse che non andava. La sua risposta mi ha fatto arrabbiare ancora di più, perchè è quella più pericolosa e difficile da sradicare: "Abbiamo fatto sempre così".
Decido di cambiare strategia. Cerco di spiegare e far capire, con esempi pratici e simulazioni sul posto, i rischi presenti nelle loro azioni. Chiedo: "Siete sempre sicuri che non ci sono rischi nel lavorare come avete sempre fatto?"
La loro risposta è stato il silenzio e nei loro volti ho notato meno supponenza e sicurezza.
Poi, guardandomi intorno e cercando cosa poter utilizzare tra il materiale presente, faccio posizionare gli assi di legno in orizzontale, montare un parapetto provvisorio e creare un cancelletto laterale con una pedana di legno. Tutto questo realizzato in meno di cinque minuti.
Faccio salire il lavoratore sul piano di lavoro realizzato e chiedo se è la stessa cosa. Lui mi risponde "Ingegne' cosi vado molto meglio e secondo me faccio pure prima". Sentendomi preso in giro, lo guardo in cagnesco ma mi accorgo che me lo sta dicendo con convinzione.
Faccio riprendere i lavori sottolineando che la propria vita vale infinitamente più dei 5 minuti impiegati a montare le protezioni laterali.
Sono uscito dal cantiere contento perchè non avevo trasmesso solo una nozione sui rischi di caduta dall'alto, ma avevo lasciato un esempio e una consapevolezza nella loro testa.
Morale della storia raccontata: una delle azioni più efficaci per innalzare il livello di sicurezza nei cantieri, e nei luoghi di lavoro in genere, è quello di trasmettere la consapevolezza del rischio in ogni lavoratore. Così si può diffondere la cultura della sicurezza e, a mio parere, il role-playing è uno dei metodi più efficaci.
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