DPCM e Superbonus
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Le restrizioni previste nel nuovo DPCM del 24 ottobre 2020 avranno molte ripercussioni su tanti settori dell'economia.
Si parla giustamente dei bar, ristoranti, pizzerie, teatri, cinema, palestre, piscine, etc.
Ma queste restrizioni avranno ripercussioni anche su altre attività non menzionate in tv, come ad esempio quelle legate al Superbonus.
Molti professionisti e imprese del settore hanno fatto investimenti, anche importanti, per farsi trovare pronti ed operativi per quello che doveva essere un volano per l'edilizia e per l'economia italiana, ma che, ad oggi, è più una telenovela tra richiesta di chiarimenti, dubbi, casi non contemplati e la solita burocrazia, che di fatto lo hanno reso ancora inapplicabile.
Inoltre, le restrizioni del nuovo DPCM, e la situazione drammatica della pandemia, ostacolano, non poco, l'avvio e la realizzazione dei lavori previsti nell'art. 119 del Decreto Rilancio.
Infatti risulterà complicato, per non dire impossibile, effettuare riunioni di condominio, sarà difficile e "pericoloso" effettuare sopralluoghi presso le abitazioni delle persone (e non sempre sarà possibile per isolamenti e quarantene), e, visto le modalità di accesso agli uffici pubblici, sarà laborioso eseguire le opportune ricerche della documentazione per verificare la conformità urbanistica degli immobili e degli atti necessari.
Questo comporterà un ulteriore allungamento dei tempi per riuscire ad avviare i lavori del Superbonus, con un relativo danno anche economico per tutte le attività collegate.
Molti professionisti, tante imprese, vedendo questo bonus come manna dal cielo, hanno acquistato software, attrezzature, materiali etc. e hanno anche investito il loro tempo in ricerca di clienti e in riunioni ed ora rischiano di vedere i frutti del loro lavoro solo tra molti mesi, o di non vederli proprio.
Dunque sarebbe auspicabile prevedere un ristoro anche per il settore dell'edilizia.
Inoltre sarebbe opportuno iniziare a parlare di proroga dei termini di scadenza del Superbonus, in modo da cominciare a dare qualche certezze a condomini, a cittadini e agli operatori del settore, perché la scadenza del 31 dicembre 2021 è praticamente dietro l'angolo, anche in virtù dei ritardi legati alla laboriosa emanazione delle Norme per il bonus (basti pensare che gli importanti decreti del MISE sono stati pubblicati solo pochi giorni fa nella Gazzetta Ufficiale) e dell'attuale situazione pandemica, con relativo nuovo DPCM.
Altrimenti il dubbio e le paure sulla data per la conclusione dei lavori, possono affossare ancora di più quello che doveva essere un rilancio per l'edilizia e l'economia e una riqualificazione per il nostro patrimonio edilizio.
Non basta dire che "l'edilizia non si ferma" perché, anche se sulla carta è possibile operare in questo settore, di fatto molti cantieri rallenteranno o si fermeranno addirittura.
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